Cani Bagnino: quando la passione diventa utilità.

Un binomio che risale agli albori della civiltà, quello tra l' umanità ed i cani.

Un' intesa proficua, con specializzazioni tra le più varie e sempre di gran successo.

Usando le parole di Lord Byron il cane possiede “la Bellezza ma non la Vanità, la Forza ma non l'Arroganza, il Coraggio ma non la Ferocia e tutte le Virtù dell' Uomo senza i suoi Vizi”.




In particolare l'intesa in ambiente acquatico è consolidata oramai da secoli: fin dall' epoca delle prime navigazioni oceaniche i Portoghesi usavano imbarcare cani durante le loro spedizioni di pesca al merluzzo al largo di Terranova.

I cani erano utilissimi sia per recuperare i merluzzi che saltavano dalle reti che per salvare i marinai caduti nelle gelide acque della Corrente del Labrador.

Non per nulla l' isola di Terranova e la penisola del Labrador danno il nome a due delle più comuni razze di cani da salvataggio, e fu proprio un cane Terranova a salvare dall' annegamento Napoleone Bonaparte che fuggiva a nuoto dall' Isola d'Elba.

Fin dagli anni '90 l' Italia è all' avanguardia nell' utilizzo dei fedeli amici quattrozampe come bagnini in abbinamento al proprio conduttore, una pratica affinata al meglio nella tecnica da anni di esperienza sul campo e completata dalla passione e dall' impegno di un compito difficile.


Difficile ma appagante, perché lo speciale rapporto tra Uomo e Cane, quando si parla di ambiente acquatico, diventa simbiosi totale.

Il principale ruolo di un'unità cinofila per il salvataggio in acqua è quindi quello di presidiare i luoghi di balneazione per la prevenzione, la sicurezza e il salvataggio della vita delle persone in pericolo.

Per ovvi motivi di professionalità e dei rischi connessi a questi compiti tutti i conduttori delle Unità Cinofile prima ancora che del brevetto operativo di unità cinofila di soccorso in acqua sono in possesso di Brevetto di bagnino da salvataggio con estensione acque libere (secondo le normative correnti) e di certificato di abilitazione al BLS-D.

L' intesa uomo-cane si ottiene con l' addestramento a terra, mirato al controllo e la gestione del cane, alla sua socializzazione, alla perfetta padronanza delle sue azioni e al sapere prevedere e gestire situazioni anche anomale.

La tecnica di salvamento in acqua non si inventa, si impara: come disposto dalle ordinanze del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto è condizione necessaria l' abilitazione certificata al BLS-D per il primo soccorso e il brevetto da bagnino valido anche in mare, laghi, fiumi, quelle che vengono definite “acque aperte”. Tale fondamentale conoscenza viene integrata dalle tecniche di salvataggio con l'ausilio canino sia in fase di avvicinamento che di recupero.



La serenità e l' affiatamento nel gruppo sono quindi ben radicati e fondamentali nei momenti convulsi dell' emergenza, tanto quanto lo sono nella fase di addestramento in quanto permettono di lavorare divertendosi e divertirsi lavorando potendo fare affidamento costante nei compagni di lavoro.

Non solo salvataggio e non solo in acqua: un' unità cinofila per salvataggio in acqua ha come peculiarità quella di muoversi in un ambiente “normale” sempre pronti all' attimo dell' emergenza, e ciò predispone un' attidudine – e un' abitudine – agli ambienti affollati e pieni di stimoli.

Tale abitudine permette alle unità cinofile di espletare anche compiti che vanno al di là del principale fine del loro addestramento.

Infatti sono ideali per la pet terapy e per degli incontri con grandi e piccoli, improntati a insegnare come approcciare con cani sconosciuti, come affrontare le paure e sensibilizzare sull' importanza della scelta di prendere in famiglia un cane, in modo da avere sempre più padroni responsabili e sempre meno cani difficili o abbandonati.









articolo a cura di


Alberto Sanfelice Di Bagnoli

Istruttore e formatore C.s.a. in cinofilia Veneto

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